Il glutine unico e grande colpevole

Il titolo può anche essere scritto così:è il glutine unico e grande colpevole?

Può anche essere presente un sottotitolo: Perché mangiare senza glutine o gluten free (la componente anglofona è più cool)?

Come si risponde a queste domande?

Come Gluten Free Travel and Living ci siamo già occupati in diversi articoli della celiachia e della gluten sensitivity non celiaca, che spesso finisce sul banco degli imputati; ecco un elenco di articoli già pubblicati:

1) Che cosa è la celiachia

2) Anticorpi e celiachia 

3) Celiachia e deficit IgA

4) Diabete mellito e Celiachia 

5) Candida e Celiachia 

6) Emicrania Celiachia e Gluten Sensitivity 

7) Gluten sensitivity I puntata 

8) Gluten sensitivity II puntata 

9) Gluten sensitivity III puntata 

10) La gluten sensitivity esiste? 

11) Che cosa è il glutine 

Il tema della dieta senza glutine è un tema estremamente caldo e attualmente è troppo spesso considerato – per confusione o poca conoscenza – come un fad (moda passeggera).

La dieta senza glutine per la persona affetta da celiachia o da gluten sensitivity non celiaca non è moda, è NECESSITA’.

Mangiare senza glutine per la persona affetta da celiachia o da gluten sensitivity non celiaca è un farmaco salvavita.

La celiachia, intolleranza permanente al glutine, è una malattia autoimmune, della quale si conosco meccanismi ed interazioni, ma sulla quale c’è ancora da lavorare.

La gluten sensitivity non celiaca è una patologia con dei precisi meccanismi di reazione del sistema immunitario, che si differenziano dalle reazioni immunitarie della celiachia e si differenziano anche dalle reazioni immunitarie dell’allergia al frumento (per capirne di più invito a leggere gli articoli 7, 8, 9 e 10, corredati da bibliografia, che comprende articoli scientifici pubblicati a livello internazionale).

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5 Momenti Importanti della storia della gluten sensitivity non celiaca – Gluten Free Travel and Living (da Schuman et al., 2012, British Medical Journal)

Riguardo la gluten sensitivity non celiaca molto c’è da approfondire e da studiare; vero è che i primi articoli scientifici sono stati pubblicati verso la fine degli anni ’80, ma il grande approfondimento sulla gluten sensitivity non celiachia è cominciato circa dieci anni dopo.

Molta strada e molto studio sono ancora da farsi, ma ciò non significa che non esista o sia un fad.

Tutt’altro.

Ma, allora, perché il glutine è unico e grande colpevole?

Questo interrogativo se lo è posto anche Michael Specter, che su The New Yorker due giorni fa ha pubblicato Against The Grain, che ad una prima lettura sembra liquidare il senza glutine o gluten free, che dir si voglia, come fad, ma in realtà non è così.

Molte sono le sinergie ancora da scoprire nel caso della gluten sensitivity non celiaca (vedi FODMAPs, per esempio), ma il glutine può essere sinergico nel peggiorare altre patologie e sindromi (vedi schizofrenia, autismo, morbo di Chron, ad esempio).

Troppo spesso queste sinergie, che in ambito scientifico sono ancora in corso di approfondimento, dai più sono considerate fads, mode passeggere.

Non lo sono.

Oltre a scomodare l’etno-antropologia, risalendo alla prima ingestione del glutine da parte dell’uomo, va sottolineato il fatto che il contenuto di glutine nei cereali glutinosi è cambiato, per varie operazioni di ibridazione, ed in più scoperta recentissima (che approfondiremo ulteriormente) fattori ambientali come il tipo di pesticida utilizzato per i cereali glutinosi possa rendere le gliadine contenute in questi cereali ancora più reattive nei confronti del sistema immunitario umano. In breve, le gliadine potrebbero dar fastidio a tutti, non solo ai celiaci o alle persone gluten sensitive.

Chiaro che questo argomento deve essere studiato e approfondito con molta attenzione, ma va assolutamente eliminata l’uguaglianza dieta gluten free = fad.

La dieta gluten free per le persone celiache e per le persone affette da gluten sensitivity non celiaca è un farmaco salvavita.

Inoltre, va sottolineato che mentre la celiachia ha determinati test diagnostici per essere identificata, la gluten sensitivity non celiaca è ancora diagnosticata per esclusione, ma non per autodiagnosi.

Autodiagnosi è quella che una persona fa da sé, senza consultare specialisti, mentre diagnosi per esclusione significa che è considerato il quadro dei sintomi, sono effettuati dei tests diagnostici e di fronte alla risposta negativa a tali tests è lo specialista che esclude ogni altra eventuale patologia o sindrome e fa una diagnosi di gluten sensitivity.

Qualsiasi lingua si parli, questi due concetti sono sempre troppo confusi.

Ma, allora, perché il glutine è unico e grande colpevole?

Altro interessante articolo, ma di più ampio respiro, è quello pubblicato sul Time, a firma di Mandy Oaklaender.

Il problema che lascia perplessi gli scienziati che si occupano della celiachia e della gluten sensitivity non celiaca è l’aumento dei casi, non sempre riconducibile ad un miglioramento ed ad una evoluzione dei tests diagnostici.

Questo articolo prende in esame due studi riguardanti l’introduzione del glutine nell’alimentazione durante lo svezzamento.

Le conclusioni del primo studio, italiano, è che una ritardata introduzione del glutine non impedisce poi lo sviluppo della patologia. D’altronde, i geni parlano chiaro, magari parlano a voce bassa, all’inizio, ma poi…poi chiacchierano ad alta voce e la celiachia è conclamata. Le conclusioni del secondo studio, americano, sono similari, ma partono da un presupposto diverso: introduzione di piccole dosi di glutine per vedere se si può instaurare una resistenza alla celiachia, ma come dicono gli stessi ricercatori è stato un epico fallimento.

La celiachia non è solo una malattia autoimmune, ma è espressione di geni precisi; se questi geni sono presenti nel DNA si possono esprimere e si può passare da una celiachia latente ad una conclamata con cinquanta…cinquantamila sfumature di celiachia.

E per la gluten sensitivity non celiaca? Bisogna studiare, studiare, studiare.

Inoltre, bisogna valutare i fattori ambientali, che purtroppo potrebbero pesare non poco, e anche il bioma intestinale degli individui, ovvero la composizione della flora batterica intestinale. Per tacer del fatto che il glutine può essere un cofattore nella cascata infiammatoria… praticamente un universo di sinergie da esplorare!

Però, la dieta gluten free per il celiaco o il gluten sensitive non è fad, ma necessità!

Ma, allora, il glutine è unico e grande colpevole?

Potrebbe essere e per questo si studia e si fa sana informazione –  sebbene qualche titolone ad effetto risulti enfin fuorviante.

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Fonti bibliografiche e visive

M. Oaklender The Rise of Celiac Disease Still Stumps Scientists, Time, 2014

M. Specter Against the Grains, The New Yorker 2014

www.altheadlines.com

www.wgno.com

lifefitnessbydane.com

www.crossfitlogic.com.au

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