Glutensensitivity: tutta colpa dei fruttani

Gluten sensitivity: la colpa non è del glutine, ma dei fruttani?

La rubrica Scienza e Medicina di Gluten Free Travel and Living ha chiuso il 2017 con un articolo sulle fake news e la misinfomation e riapre i battenti nel 2018 parlando di una pubblicazione scientifica che ha creato una tempesta nel web nel momento in cui è stata pubblicata.

Si torna a parlare della gluten sensitivity.

A Novembre 2017 è stato pubblicato sulla rivista scientifica Gastroenterology uno studio dal titolo “Fructan, Rather Than Gluten, Induces Symptoms in Patients With Self-reported Non-celiac Gluten Sensitivity”, gli autori Skodje GI, Sarna VK, Minelle IH, Rolfsen KL, Muir JG, Gibson PR, Veierød MB, Henriksen C, Lundin KEA. Gibson è professore ordinario e Muir è professore associato al Dipartimento di Gastroenterologia della Monash University and Alfred Hospital a Melbourne, Australia; entrambi sono anche autori dell’articolo apparso nel 2013 (La gluten sensitivity esiste? su GFTL), che viene sempre citato per dimostrare che la gluten sensitivity non celiaca non esiste – omettendo che nel titolo e, soprattutto nell’intero studio si parla di gluten sensitivity non celiaca autodiagnosticata e non di quella diagnosticata per esclusione seguendo il Criterio Salerno.

Anche per questo articolo il tam tam del web ha creato una – forse anche più di una – camera dell’eco per dire appunto che la gluten sensitivity non celiaca non esiste, perché quell’insieme di sintomi non dipende dal glutine, ma dipende dai FODMAPs, per l’esattezza dai fruttani.

Ovviamente, il fatto che si parli di “self reported” ovvero di autodiagnosi è sempre passato sotto silenzio da chi divulga lo studio scientifico.

Ancora una volta si crea molto rumore, ma soprattutto si confonde l’autodiagnosi con una diagnosi per esclusione effettuata seguendo linee guida precise, come sottolineato negli articoli presenti su GFTL.

Come evidenziato negli articoli presenti su GFTL, molto spesso la sintomatologia della gluten sensitivity non celiaca, della celiachia e della IBS (sindrome dell’intestino irritabile) è sovrapponibile e questo genera confusione e può rallentare la diagnosi della malattia.

Ecco perché sono necessari dei criteri precisi e delle linee guida certe e ben strutturate alle quali affidarsi.

                Percorso diagnostico che consente per esclusione la diagnosi della gluten sensitivity non celiaca

Quindi, una gluten sensitivity autodiagnosticata potrebbe nascondere l’IBS; nel caso dell’IBS l’insorgenza dei sintomi non è dipesa dal glutine, come appunto per la celiachia e la gluten sensitivity correttamente diagnosticata per esclusione, ma dipende dai FODMAPs.

Tra i FODMAPs si ritrovano appunto i fruttani.

I fruttani sono formati da catene di varia lunghezza di fruttosio; le catene brevi (oligosaccaridi) sono conosciuti come fruttooligosaccaridi, oligofruttosio o oligofruttani, mentre le catene lunghe sono le inuline, composti molto importanti anche per l’industria alimentare del senza glutine.

                                            Struttura dell’inulina

I fruttani sono dei prebiotici, cioè sono composti che vanno a nutrire il microbiota intestinale, stimolando in maniera selettiva la crescita e le attività dei batteri presenti soprattutto nel colon e variando in maniera positiva il rapporto tra microorganismi buoni e patogeni. Quindi, entrambe le categorie dei fruttani hanno effetti benefici per la salute umana. Eppure, c’è chi questi fruttani proprio non li tollera.

Questo è appunto il caso di chi soffre di IBS e deve quindi limitare fortemente l’assunzione dei FODMAPs nella sua dieta.

Tra gli alimenti High FODMAPs vanno menzionati i cereali che contengono il glutine, come il frumento. L’interesse per i FODMAPS dei ricercatori della Monash University ha portato anche alla creazione di una app che permette di capire in tempi molto brevi se il cibo che abbiamo davanti è high or low FODMAPs.

Restando in Italia, per approfondire l’argomento dieta a basso contenuto di FODMAPs di notevole interesse è il libro Low FODMAPs, Consigli e ricette ad alta digeribilità per un intestino felice, autori Mario Bautista, Lorenza Dadduzio, Michela Mancarelli, editore Gribaudo. Bautista e Mancarelli sono due ricercatori nutrizionisti, che si occupano da diverso tempo di FODMAPs, mentre Lorenza Dadduzio è poliedrico direttore creativo, nonché founder e molto altro della community Cucina Mancina, che è tutta dedicata a chi mangia differente. Il libro descrive, consigliando chi ne ha bisogno, un percorso alimentare in tre fasi (eliminazione, reintroduzione, mantenimento) per battere ed eliminare irritazione, gas, gonfiore addominale, diarrea e costipazione senza rinunciare al piacere del cibo. Con schemi semplici e spiegazioni scientifiche chiare ed approfondite, il libro è un ottimo aiuto per chi si trova a dover districarsi tra gli alimenti, per chi ha bisogno di dare sollievo e cura al proprio intestino, per chi è un curioso scientifico e “mancino”, perché come diciamo noi di GFTL “senza” è comunque “con gusto”.

 

SITOGRAFIA

Solo per citare alcuni links

si parte dall’articolo originale

“Fructan, Rather Than Gluten, Induces Symptoms in Patients With Self-reported Non-celiac Gluten Sensitivity”, Skodje GI, Sarna VK, Minelle IH, Rolfsen KL, Muir JG, Gibson PR, Veierød MB, Henriksen C, Lundin KEA. Gastroenterology 2017

per arrivare poi nel web

“Gluten Sensitivity may not actually be caused by gluten” in I Fucking Love Science

GLUTEN FOODS AREN’T CAUSING YOUR GUT PAIN, BUT FRUCTAN MAY BE – Newsweek

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