La legislazione, le etichette, la celiachia e la glutensensitivity

legislazioneHot topic per le etichette alimentari è la legislazione riguardante i prodotti per i celiaci.
A tal proposito vorrei raccontare un piccolo episodio.

Giorni fa, una amichevolissima chiacchierata su FB è nata su come classificare una ricetta che conteneva la farina di castagne e altri ingredienti. L’amabile conversatrice ha posto la domanda “la farina di castagne è senza glutine?”

Verrebbe spontaneo rispondere “Claro que sì! Ma non è così.
La mia risposta a tale domanda è stata “se è certificata ovvero esente da contaminazioni come previsto dalla legislazione vigente ovvero ha la spiga sbarrata ovvero ha la dicitura senza glutine, allora è senza glutine”. L’amabile conversatrice mi ha risposto “ma credo che poi sia ovvio per chi fa una ricetta”.
Il problema è che non è così tanto ovvio; infatti io e altre compagne di viaggio, foodblogger sglutinate, lo ribadiamo spesso. Ma che puntigliose che siamo, eh!

Però non è solo questione di puntiglio: il ginepraio è complicato, ma sarebbe utile sbrogliarlo, continuando a dare informazioni che possono essere ridondanti, perché repetita iuvant, perché meglio essere ridondanti ma chiari, perché tante sono le persone che ignorano le cross-contaminazioni, come tante persone le vedono/pensano di vederle anche dove non ci dovrebbero essere.

In tutto questo si inserisce la legislazione che cambia, perché la legislazione vigente in Italia parte da direttive europee. Però in molte nazioni europee non c’è la situazione italiana, ma le regioni italiane sono un mosaico di leggi e decreti. Non è un problema da poco.

Quello che si può dire con certezza è che il regolamento CE 41/2009 è ancora vigente e non è stato abrogato dal regolamento (UE) n. 609/2013.

Potrebbe esserlo nel 2016.
Il regolamento (UE) n. 1169/2011 stabilisce le norme che riguardano le informazioni da fornire per tutti i prodotti alimentari, inclusi gli alimenti non preimballati, sulla presenza di ingredienti, quali gli ingredienti contenenti glutine, con effetti allergenici o di intolleranza scientificamente dimostrati, in modo da consentire ai consumatori, in particolare a quelli che soffrono di allergie o intolleranze alimentari come le persone intolleranti al glutine, di effettuare scelte consapevoli per la loro sicurezza. Per motivi di chiarezza e coerenza, anche le norme sull’uso delle diciture «senza glutine» e «con contenuto di glutine molto basso» dovrebbero essere disciplinate a norma del regolamento (UE) n. 1169/2011 (regolamento (UE) n. 1169/2011)

In ogni caso, testualmente

Gli atti giuridici devono essere adottati a norma del regolamento (UE) n. 1169/2011, al fine di trasferire le norme sull’uso delle diciture «senza glutine» e «con contenuto di glutine molto basso» quali contenute nel regolamento (CE) n. 41/2009, dovrebbero assicurare almeno lo stesso livello di protezione per le persone intolleranti al glutine attualmente previsto a norma del regolamento (CE) n. 41/2009

regolamento (UE) n. 1169/2011

Quindi?
L’abrogazione del 2016 non dovrebbe però mutare le informazioni riguardo al “senza glutine” e “con contenuto di glutine molto basso”. Questa ultima dicitura non è utilizzata in Italia.
Allora?
Allora l’ipotesi peggiore è che potrebbe essere abolita la dicitura “prodotto dietetico”, ovvero gli alimenti senza glutine non rientrerebbero più nella categoria degli alimenti a fini medici speciali, iscritti nel registro sanitario nazionale, e la paura è che gli alimenti senza glutine non siano più erogabili.
Gluten Sensitivity - Gluten Free Travel and Living
Ciò non è specificato nei regolamenti UE menzionati, però la paura ha serpeggiato e serpeggia.
Va detto che in Italia le Regioni sono competenti riguardo il Sistema Sanitario Nazionale e in molte regioni italiane il Sistema Sanitario attraversa una crisi economica profonda. Quando c’è crisi, per risolvere i problemi si fanno dei tagli salomonici? Mah.
Ci sono già state delle riduzioni delle quote dei buoni erogati dalle ASL regionali. Quindi la paura serpeggia riguardo un eventuale taglio progressivo nell’erogazione dei prodotti senza glutine, poiché potrebbero non essere più presenti nel registro nazionale.
Questa è ovviamente l’ipotesi peggiore possibile. Leibniz al contrario.

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In ogni caso la dicitura “senza glutine” permane e permarrà secondo quanto attestano i vari regolamenti europei.
C’è anche una fondata speranza che il limite 20 ppm (20 mg/Kg), relativo al contenuto di glutine negli alimenti senza glutine, rimanga tale e non sia ritoccato.
Sia chiaro e cristallino: il limite 20 ppm è relativo al contenuto di glutine negli alimenti senza glutine e non ha nulla a che vedere con la dose giornaliera di glutine che un celiaco o una persona gluten sensitive potrebbero ingerire senza presentare effetti avversi, una sorta di non observed adverse effect level che ci permetta di valutare il rischio, in questo caso per il celiaco o per la persona gluten sensitive.
Poiché sono coinvolte risposte immunitarie è difficile discriminare e quindi quantificare un numero che identifichi con la dose giornaliera di glutine che un celiaco o una persona gluten sensitive potrebbero ingerire senza presentare effetti avversi.
Siamo riusciti a comprendere un po’ meglio il ginepraio che ci circonda?
Sebbene il mondo della legislazione in tema alimentare e in tema di etichette sia un continuo work in progress, concludo con una nota positiva: dall’agosto 2013 in USA la FDA (Food and Drug Administration)

legiferato che un produttore può definire volontariamente un alimento “alimento senza glutine” a condizione che il suo contenuto di glutine sia inferiore a 20 ppm, lo stesso limite fissato dall’Unione Europea.

Alimenti senza glutine, la normativa FDA

Cosa accade in altre nazioni europee? E in altre parti del mondo?

Perché non ce lo raccontate?

Fabiana Corami Fabipasticcio

Fonti

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2013:181:0035:0056:IT:PDF

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2011:304:0018:0063:IT:PDF

Codex Alimentarius 2001

Aic Associazione Italiana Celiachia

http://www.consulenza-qualita.com/alimenti-senza-glutine-e-celiachia/alimenti-senza-glutine-normativa-usa.php

Fonti fotografiche

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Foto di copertina da feauterespics.com modificata da Fabiana Corami

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