Intestino crasso e alimentazione: regoliamolo a tavola

Intestino crasso e alimentazione: regoliamolo a tavola

Photo by Carles Rabada on Unsplash

Il mese scorso ci siamo dedicati al benessere del nostro tubo digerente dopo aver approfondito una patologia che sempre di più viene diagnosticata: l’esofago di Barret. Qui potete trovare l’approfondimento.
E poiché il tubo digerente è davvero luuuungo, ci dilunghiamo anche noi concentrandoci sul suo ultimo tratto: l’intestino. In particolare l’intestino crasso.

Ne avevamo già parlato in questo post e ora proverò a entrare un po’ più nel merito.

La maggior parte di noi celiaci, o di chi soffre di sensibilità al glutine o di chi soffre di intolleranze alimentari, più in generale sa bene cosa significhi avere problemi intestinali.

In caso di celiachia questi disturbi provengono dal mal assorbimento dovuto all’appiattimento dei villi intestinali che ricoprono il nostro intestino tenue e spesso, nonostante la dieta senza glutine porti dei benefici quasi immediati, rimangano ancora parecchi disturbi.

Probabilmente perché stiamo comunque continuando a maltrattare il nostro intestino crasso!

Intestino crasso e visione energetica

Riferendoci sempre alla medicina tradizionale cinese, e alla sua visione energetica, possiamo intanto definire la struttura dell’intestino crasso come una struttura molto espansa.
Il suo compito è quello di espellere quello che al nostro organismo non è più necessario: gli scarti.
E completa il lavoro dei polmoni.
Secondo la medicina cinese infatti questi due organi sono “accoppiati” e regolati dall’energia Metallo.
Secondo l’orologio cinese questo organo si “sveglia” o meglio è alla sua massima attività tra le 5 e le 7 del mattino.
Iniziare la giornata in modo regolare ci permette di liberarci quindi da tutto il superfluo, per poter cominciare in modo equilibrato la nuova giornata aprendoci al nuovo.

Se a quest’ora siamo regolari, allora è possibile che a tavola ci stiamo comportando bene.
In caso contrario, meglio iniziare a correre al riparo!

Se con l’alimentazione creiamo squilibrio (quindi o eccesso di alimenti troppo espansivi/raffreddanti, o un eccesso di alimenti troppo contraenti/riscaldanti) possiamo rischiare di incontrare diversi disturbi: stitichezza, ma anche diarrea e colite, flatulenza, emorroidi e diverticoli.
Insomma, un gran disordine!

Innanzitutto ricordiamo che l’intestino è popolato da circa 1,5 kg di microrganismi che sono il bottino più importante per il nostro benessere.
Se non l’avete ancora visto, vi invito a guardare questo film documentario proprio sull’importanza del nostro microbiota: Microbirth.
Raccomando di guardarlo soprattutto ai futuri genitori!

Dobbiamo quindi, fin dalla nascita, preservare e favorire lo sviluppo di questo patrimonio se non vogliamo rischiare di compromettere nel breve o lungo periodo il nostro equilibrio.

Detto questo possiamo comunque correre ai ripari, anche se sono sempre dell’idea che prevenire sia meglio che curare!

Ma chiaramente prevenzione significa anche conoscenza e non sempre siamo consapevoli dell’effetto che determinati alimenti, se assunti con più o meno frequenza, possono comportare al nostro organismo.

Quali alimenti possono contribuire a creare disagio?

Photo by Carles Radaba on Unsplash

cibi NO che più infastidiscono l’intestino crasso sono:

una prevalenza nella dieta di cibi grassi di origine animale (con energia troppo contraente) e quindi scarso apporto di fibre.
Questi cibi portano a stitichezza, a flatulenza e dolori intestinali vari.
Contraggono l’organo che non riesce a portare a termine il suo compito.

Non essere regolari alla lunga porta intossicazione a tutto l’organismo.

Stessa cosa vale per un eccesso di prodotti raffinati cotti al forno: pizza, pane di scarsa qualità, biscotti, merendine varie… e via dicendo.

Ma No anche a eccesso di alimenti troppo espansivi che fanno perdere forma, come abbiamo visto nel post precedente. 

Soprattutto se si riscontrano feci non formate e troppo frequenti: neanche un eccesso di zelo va bene!

Quindi NO a eccesso di farine raffinate con (per i non celiaci) e senza glutinealimenti di origine tropicale, zuccheri raffinati, ma anche miele, fruttosio, sciroppo d’agave, che hanno tutti questa energia espansiva.
Gelati, centrifugati o estratti di frutta…Ma anche latte e latticini e sostituti a base di soia (con eccezione di tufu e tempeh).

Ma anche la scarsa masticazione può influire negativamente: la digestione comincia infatti in bocca!!
E il meridiano dell’intestino passa proprio da lì: più si mastica più si stimola, più predigeriamo, più facilitiamo il suo compito.

Quali alimenti sono più utili al benessere di questo organo?

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In generale ‘cadiamo’ sempre lì: cereali integrali (sglutinati per i celiaci) e legumi ben cotti (magari passati al passaverdura per alcuni problemi più specifici), verdure, radici soprattutto, ma anche germogli e ortaggi a foglie verdi, alghe, e soprattutto alimenti fermentati, che aiutano a ripopolare il nostro microbiota.

I toccasana che danno sollievo

Soffriamo di stitichezza?
Allora bisogna assolutamente masticare!!
E poi privilegiare alimenti integrali con fibre: riso integrale in particolare, ma in generale tutti i cereali.
Ricordandoci di metterli in ammollo prima della cottura, magari count pezzettino di alga kombu, come per i legumi, importanti anche loro per ripopolare il microbiota.
In questo post potete trovare alcune indicazioni su come cucinare i legumi per renderli più tollerabili.

Per sbloccare l’intestino è molto efficace un cucchiaino di olio di sesamo crudo al mattino preso a stomaco vuoto, o il decotto di semi di sesamo.
Anche un fresco dolcetto fatto con l’agar agar potrebbe aiutare: il famoso mantenere macrobiotico. Qui una possibile variante.

E come già nominato nello scorso post il kuzu è un ingrediente che non dovrebbe mai mancare in dispensa.

A completamento miso di riso (per i celiaci certificato senza glutine), crauti non pastorizzati e insalatini (verdure fermentate) aiuteranno il microbiota a essere florido.

La colite ci fa passare brutti momenti?
Provate con riso integrale cotto in pentola a pressione e condito con del gomasio (semi di sesamo tostati e pestati con sale integrale in proporzione: 1 cucchiaino di sale e 18/20 di semi di sesamo).

Molte radici cotte a lungo (stufate): bardana, carote, pastinaca, rape… ma anche zucca!
E come legumi preferire gli azuki

Per chi soffre di diverticoli il consiglio è di evitare il più possibile di mangiare cibi crudi: frutta e verdura inclusi.
Ma provate a introdurre cereali integrali e legumi passati al passaverdura per eliminare le figlie più grossolane.
Pian piano vedrete dei grandi miglioramenti!

 

Raccomandazioni

Photo by jon flobrant on unsplash

Ricordo sempre che ognuno di noi è diverso e che per rendere l’alimentazione ancora più efficace è bene farsi seguire da persone esperte, piuttosto che affidarsi al fai da te.
Ma le regole base sono semplici e iniziare da quelle può solo portare giovamento:

maggior apporto di alimenti vegetali, biologici, integrali, possibilmente appena raccolti dal campo.
Quindi privilegiare la spesa dai contadini e dai negozi di alimentazione naturale per legumi secchi e cereali.
Lasciare sugli scaffali tutti i cibi con oli di scarsa qualità, quelli raffinati, con coloranti e conservanti!

E non dimenticatevi mai delle frizioni alla pelle!!

Bibliografia

A. Colbin, il cibo che cura, Macro Edizioni, Cesena
L. Wu, Dalla medicina tradizionale cinese. L’orologio degli organi, Macro Edizioni, Cesena 2016
M. Halsey, Terapia alimentare, Edizioni La Sana Gola, Milano 2011
F. Berrino, Il cibo dell’uomo, Franco Angeli Editore, Milano 2015

 

 

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