Celiachia e Forze Armate

Spesso molti di noi si sono confrontati con il quesito “Ma i celiaci possono essere arruolati nella forze armate?”

celiachia e delle forze armate potrebbe apparire per molti un tema marginale, che riguarda pochi e di non grande importanza per la vita di un soggetto.

E’ di ieri la lettere aperta che una mamma ha inviato al blog della giornalista Concita De Gregorio:

E invece per l’Arma no, il glutine è fondamentale. Se non ti cibi di esso perdi “diritti”, diventi “inabile”, non ti arruolano e addio sogni. E’ triste nel 2017 fustigare l’entusiasmo e la passione di una giovane per una “diversità” che niente nuocerebbe alla professionalità di un’ufficiale carabiniere. Mia figlia è oggettivamente vittima di una discriminazione che la priva di un diritto, dopo che la natura l’ha privata di un altro, quello di alimentarsi liberamente.

Diritti, inabilità, sogni, diversità, discriminazione, professionalità, privazione…sono molto forti le parole che utilizza questa madre per raccontare il vissuto che ha dovuto attraversare insieme alla figlia, la quale non è stata assunta nell’Arma dei Carabinieri perchè celiaca.

Ma andiamo in ordine.

  • La Direttiva  IGESAN M_D SSMD 0047571: “Aspetti medico legali correlati con la patologia celiaca” emanata dallo Stato Maggiore della Difesa – Ispettorato Generale per la  sanità Militare in data 09/04/2015

Il grande e forte impegno di AIC ha fatto si che nel 2015  l’Ispettorato Generale della Sanità Militare facesse chiarezza sul trattamento dei celiaci all’interno delle forze armate, stabilendo quanto segue:

poichè l’Elenco Imperfezioni ed Infermità individua come

cause della NON IDONEITA’ al servizio militare le intolleranze a farmaci e alimenti, con manifestazioni cliniche severe…patologie o i loro esiti del tubo digerente…le intolleranza ad alimenti di abituale consumo…”

Secondo questo documento, ed altri criteri che delineano il profilo sanitario (idoneo-non idoneo, percentuale di invalidità) di un soggetto che vuole arruolarsi nell’arma, è possibile distinguere due situazioni differenti:

  1. PERSONALE IN SERVIZIO: per il personale in servizio, la diagnosi di intolleranza al glutine non comporta alcun provvedimento medico-legale, salvo i casi in cui le manifestazioni sintomatologie siano talmente rilevanti da pregiudicare la idoneità al servizio, trascorso il periodo di temporanea inidoneità;

  2. PERSONALE CHE VUOLE ARRUOLARSI: all’atto dell’arruolamento, in fase concorsuale, il concorrente con dichiarata e accertata intolleranza al glutine è giudicato idoneo al servizio militare…MA

Ma questi ultimi, sono purtroppo in possesso di un profilo sanitario AV EI 3 che, in base ai criteri generali sopra citati e, ai requisiti richiesti dai bandi concorsuali, non ne consentono il loro reclutamento.

Questi provvedimenti vengono dunque adottati per tutti coloro che fanno parte e/o che vorrebbero far parte di: Esercito, Carabinieri, Marina Militare, Aeronautica.

Inoltre, ricordiamo che per il personale celiaco in servizio è loro dovere richiedere pasti senza glutine presso le mense di lavoro e un loro diritto riceverlo, secondo quanto stabilito dalla legge n°123/2015  

Per quanto concerne le altre forze dell’ordine facente riferimento al Ministero degli Interni, grazie al lavoro di AIC è stato possibili sapere che per i celiaci:

  • è possibile accedere alla POLIZIA PENITENZIARIA;
  • è possibile accedere ai VIGILI DEL FUOCO;
  • è possibile accedere all’AERONAUTICA COMMERCIALE;
  • NON è possibile accedere alla GUARDIA DI FINANZA;
  • NON è possibile accedere alla POLIZIA DELLO STATO;

Ma torniamo alla lettera di cui parlavamo all’inizio dell’articolo.

Numerosi sono stati i post a sostegno della mamma e della figlia, che chiedono a gran voce parità di diritti e zero discriminazioni, tuttavia altri pareri per così dire discordanti evidenziano l’impossibilità per i celiaci di affrontare (al meno allo stato attuale delle regole) situazioni di privazione, campi scuola, missioni, guerre in cui si è costretti a mangiare le razioni già pronte.

 

E noi a tal proposito ci chiediamo…
Ma sarebbe così difficile pensare a delle razioni gluten free, con tutto il business che oggi ruota attorno alla produzione e commercializzazione di tali prodotti?
E poi…un celiaco può pur sempre mangiare semi, frutta, latte e cereali alternativi. E ancora, non parliamo di pochi casi su scala nazionale, ma di 1 celiaco su 80 per non parlare dei glutensensitivity.

Le nostre vogliono essere parole di riflessione e se volete di provocazione “positiva” che porti ad un sano confronto. Cogliamo inoltre, l’occasione per sottolineare l’importante lavoro svolto fino ad oggi dall’AIC a sostegno di questa causa.

 

Foto: tratte dal web

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