Alimentazione e Sport

Un atleta celiaco può praticare sport?

Certamente, anche se segue una dieta priva di glutine, chi pratica uno sport può ottenere gli stessi risultati agonistici di un atleta non celiaco, anzi secondo alcuni atleti la riduzione di glutine avrebbe migliorato le performance agonistiche, come conferma il tennista Novak Djokovic nel suo libro autobiografico “Il punto vincente” edito da Sperling & Kupfer. E pensare che i suoi genitori erano titorali di una pizzeria!

Facciamo un piccolo ripasso su  cos’è la celiachia, che non fa mai male.

La celiachia o morbo celiaco è una malattia autoimmune caratterizzata da un’infiammazione cronica dell’intestino tenue o duodeno causata dall’esposizione al glutine, una proteina presente in alcuni cereali.
Il glutine è  formato da glutenine e gliadineIl glutine è presente in frumento, orzo, segale, farro, triticale, spelta, kamut e avena.
Nel caso dell’avena la presenza del glutine è accidentale, dovuta spesso alla macinazione; inoltre le proteine dell’avena presentano delle similarità con quelle che compongono il glutine, quindi possono determinare lo stesso tipo di risposta immunitaria e quindi lo stesso tipo di infiammazione.

Al contatto con la gliadina l’enzima transglutaminasi modifica la proteina e il sistema immunitario dell’individuo, provoca una reazione contro l’intestino tenue – causando una infiammazione che comporta l’appiattimento dei villi che ricoprono le pareti intestinali – e interferisce così nell’assorbimento delle sostanze nutritive.Praticamente: pensiamo ai villi come fossero le dita di un guanto, ebbene, quando si innesca la reazione immunitaria, le dita di questo guanto rimpiccioliscono sempre di più, fino a sparire quasi del tutto.In condizioni normali qualsiasi alimento passa attraverso un processo di digestione che lo trasforma in particelle che a loro volta possono essere assorbite. Tale assorbimento ha luogo nell’intestino tenue e affinché questo avvenga sono necessari i villi, paragonabili anche a microscopiche radici che pendono all’interno dell’intestino. Il loro ruolo nell’assorbimento è simile a quello delle radici degli alberi e la loro lunghezza è essenziale affinché si realizzi in maggior o minor grado:quando la lunghezza si riduce l’assorbimento viene limitato e la nutrizione è compromessa.
Questo è ciò che succede ai celiaci: soffrono di un accorciamento di queste radici e un’intolleranza permanente al glutine.

L’atleta celiaco deve seguire una dieta equilibrata in base allo sport che pratica, per cui deve essere personalizzata e deve essere seguita da un esperto nutrizionista, che aiuta a gestire meglio l’alimentazione.

Come tutti sappiamo attualmente in commercio i prodotti senza glutine sono sempre di più e hanno caratteristiche organilettiche sempre migliori, si avvicinano sempre di più come sapore e testura ai prodotti glutinosi. Ma, generalmente sono prodotti da forno, con un elevato livello di amidi e quindi vanno assunti e dosati con cautela e solo in determinati momenti.

La pasta senza glutine, ad esempio viene consigliata a tutto coloro che fanno sport con uno sforzo intenso e prolungato come il rugby, celiaci e non, ma solo prima della partita, durante la quale gli atleti hanno bisogno di energie da consumare immendiatamente.

Altro elemento da tenere in considerazione sono le fibre: anche queste devo essere somministate in modo adeguato, senza esagerare per non sovraccaricare l’intestino.

La raccomandazione come sempre è cercare di evitare il fai da te, soprattutto per chi fa sport a livello agonistico. Una corretta alimentazione, studiata e programmata in base agli impegni fisici da un nutrizionista è un elemento fondamentale del successo altletico, e se questo è valido per tutti, per chi soffre di celiachia e sensitività al glutine è quasi indispensabile.

 

 

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