Prodotti erogabili per i celiaci: cosa cambia

Prodotti erogabili per i celiaci: cosa cambia.

 

Prodotti erogabili per celiaci

La notizia non è recentissima e ormai credo che tutti i celiaci sono al corrente dei nuovi cambiamenti sui tetti di spesa per i prodotti senza glutine rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazione e delle tipologie che sono state considerate dalla nuova normativa.

Noi, come sempre, abbiamo aspettato a scrivere sull’argomento perché volevamo capire meglio quello che stava succedendo.

Iniziamo leggendo il Decreto Ministeriale del 10 agosto 2018, pubblicato nella gazzetta ufficiale in cui si fa il punto sui criteri di erogabilotà dei prodotti alimentari per i celiaci.

Il Ministro della salute, decreta:

Considerato che e'  opportuno  rendere  uniformi  le  modalita'  di erogazione degli alimenti senza glutine specificamente formulati  per celiaci al fine di garantire i livelli essenziali  di  assistenza  su tutto il territorio nazionale e di contenere i costi per il  Servizio sanitario nazionale; 
Considerato  che  il  celiaco  deve  seguire  una  dieta  varia  ed
equilibrata con un  apporto  energetico  giornaliero  da  carboidrati stimabile in almeno il 55%,  che  deve  derivare  anche  da  alimenti naturalmente privi di glutine provenienti da  riso,  mais,  patate  e legumi come fonte di carboidrati  complessi, per  cui  la  quota  da soddisfare con alimenti senza glutine di base (pane, pasta e  farina) e' stimabile nel 35% dell'apporto energetico totale; 

Ritenuto di revisionare le  categorie  di  alimenti  senza  glutine
incluse  nel  registro  nazionale  di  cui  all'art.  7   del decreto ministeriale 8 giugno 2001 per mantenervi, ai fini dell'erogabilita', solo quelle  relative  ai  sostituti  degli  alimenti  caraterizzati tradizionalmente dalla presenza di cereali contenenti  glutine,  alla luce della possibilita' intervenuta per  gli  alimenti destinati  al consumo generale di  riportare  la  dicitura  «senza  glutine»,  come informazione accessoria, quando composti da ingredienti  naturalmente privi di glutine; 
  
Rivalutati i limiti massimi di spesa,  distinti  per  sesso  e  per fasce di eta', secondo i fabbisogni energetici  totali  definiti  dai Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed  energia  (LARN) 2014 al secondo livello di attivita' fisica incrementati del 30%  per tener conto di particolari  esigenze  nutrizionali,  sullabase  dei prezzi medi di mercato del canale di distribuzione prevalente che  e' quello delle farmacie; 
  

Il senso del decreto è chiaro: si deve spendere meno, solo per prodotti essenziali.

Sullo spedere meno, la situazione attualmente è sintetizzata in questa tabella e ne abbiamo parlato anche noi in un

 

          |   Limite mensile    |Limite mensile |
        |Fasce di eta'|     maschi (€)      |  femmine (€)  |
        +=============+=====================+===============+
        | 6 mesi - 5  |                                     |
        |    anni     |                    56               |
        +-------------+-------------------------------------+
        | 6 - 9 anni  |                    70               |
        +-------------+-------------------------------------+
        |10 - 13 anni |         100         |       90      |
        +-------------+---------------------+---------------+
        |14 - 17 anni |         124         |       99      |
        +-------------+---------------------+---------------+
        |18 - 59 anni |         110         |       90      |
        +-------------+---------------------+---------------+
        |  ≥ 60 anni  |         89          |       75      |
        +-------------+---------------------+---------------+

 

Questi “tagli” erano già stati previsti dal precedente Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e confermati dalla conferenza Stato Regioni del 10 Maggio 2018 ed erano stati salutati con un certo ottimismo ance da AIC, che vedeva in questa redistribuzione del valore dei buoni tra fasce di età, una salvaguardia del diritto dei celiaci di avere a disposizione alimenti senza glutine erogati dal Servizio Sanitario Nazionale, nonostante questi stessi prodotti non siano più considerati “dietetici” in base alla normativa europea.

Cibi senza glutine, AIC evita tagli choc e salva la corretta terapia ai celiaci

La modificata normativa europea, che ha abolito dal 2013 i prodotti dietetici, e il calo dal 2006 a oggi dei prezzi dei prodotti senza glutine del 7% nelle farmacie e fino al 33% nei supermercati, ha reso necessaria la revisione dell’assistenza ai malati di celiachia, che in Italia sono oltre 198 mila e crescono ogni anno al tasso di circa il 10%. La riduzione non è una sforbiciata lineare alle risorse per i pazienti, ma una revisione razionale che lascia immutata la copertura del 35% dell’apporto calorico giornaliero da carboidrati privi di glutine e che mantiene l’attenzione su specifiche fasce d’età con bisogni particolari. Nella primissima infanzia il tetto di spesa cresce del 24% (da 45 a 56 euro) e resta pressoché invariato nella fascia adolescenziale, particolarmente critica per l’accettazione di un regime alimentare speciale.

Soddisfatta l’Associazione Italiana Celiachia (AIC), per gli impegni assunti dal Ministero per migliorare la qualità dell’assistenza: prossimo obiettivo i buoni digitali, spendibili ovunque in Italia, anche al di fuori della propria Regione di residenza, cui lavorerà congiuntamente il Ministero della Salute con quello della Funzione Pubblica.

Il Decreto di agosto segnala la norma transitoria che indica i tempi in cui si deve attuare lo stesso:

1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto viene pubblicato il registro nazionale privo degli alimenti senza glutine che non rientrano nelle categorie di cui all’arrt. 2, comma 1.

2. Entro tre mesi dalla pubblicazione del registro nazionale di cui al comma 1 le regioni provvedono ad adeguare le modalita’ di erogazione degli alimenti senza glutine conformemente a quanto previsto dal presente decreto.

Il 25 ottobre 2018 il Ministero della Salute ha emesso una nota in materia di Registro nazionale degli alimenti speciali senza glutine. E qui si è generato il caos, perchè sono state escluse dalla rimborsabilità intere categorie di prodotti.

Il Ministero per agevolare la comprensione di quale tipologia di prodotti sarebbe entrata nel Registro Nazione ha sintetizzato le decisioni in una tabella:

 

TABELLA ORIENTATIVA SULLE TIPOLOGIE DI ALIMENTI SENZA GLUTINE EROGABILI

Categorie di Alimenti erogabili dal SSN ai sensi del Decreto 10 agosto 2018, art. 2

Alimenti erogabili
(l’elenco è suscettibile di perfezionamenti)

Alimenti NON erogabili

1.a) pane e affini, prodotti da forno salati

rosette, baguette, libretti, pagnotte, pane azzimo, panini per hamburgher, pane per sandwich, pane per tramezzini, pan carrè, pan fette, piadine, tortillas, crostini, bruschette, pan grattato, cracker, grissini, friselle, taralli, vol-au-vent, fette tostate (cracotte)

focaccia imbottita, panini imbottiti, chips di qualsiasi tipo, hamburgher (panino farcito), tramezzini farciti, piadine farcite, gallette

1.b) pasta e affini, pizza e affini, piatti pronti a base di pasta

pasta secca, pasta di legumi, pasta all’uovo, pasta fresca, pasta ripiena, gnocchi, lasagne, cous cous, pizza, focaccia, pizzette, focaccine, panzerotti, torte salate con sfoglia, piatti pronti a base di pasta (lasagne,tortellini conditi, cannelloni, …);….

cotolette, pesce impanato, nuggets di pollo, arancine e supplì, bastoncini di pesce, olive ascolane, bocconcini di mozzarella, burgher di pesce, polpette, polpettone, besciamella e preparati per besciamella, torte salate senza sfoglia, frittate di verdura

1.c) preparati e basi pronte per dolci, pane, pasta, pizza e affini

mix di farine per la realizzazione di pane
mix di farine per la realizzazione di pasta
mix di farine per la realizzazione di pizza
mix di farine per la realizzazione di dolci da forno (torte, pasticceria, dolci da ricorrenza, ecc..)

amido di cereali deglutinati,
basi pronte (per pizza, focaccia, torte), pasta frolla, pasta sfoglia, pasta brisè, (ecc…)
lievito madre da cereali non contenenti glutine

farine monoingrediente (riso, mais, grano saraceno, quinoa, tapoica, teff, ecc ecc …),farina per polenta di qualsiasi tipo, polenta pronta, farine di legumi, amidi da cereali non contenenti glutine, fecole, lieviti chimici, lievito di birra

1.d) prodotti da forno e altri prodotti dolciari

biscotti (secchi, frollini, ecc.. anche arricchiti, farciti o ricoperti), torte dolci, merendine (trancini a base di pan di Spagna, crostatine, ciambelline, cornetti, muffin ecc..), fette biscottate, pasticcini, cialde, pancakes, pan di zenzero, bignè, coni e cialde per gelato, gelati con biscotto o cono o cialda, wafer, dolci da ricorrenza (panettone, pandoro, colomba, frappe, chiacchere, , ecc…), waffel, lingue di gatto, savoiardi, barrette principalmente a base di cereali

preparati per e prodotti pronti quali: mousse, creme, panna cotta, crema catalana, budini, amaretti, brutti ma buoni, macarons, meringhe e prodotti simili; cioccolatini, praline e altri prodotti simili; gelati senza biscotti, coni o cialde; barrette a base di frutta a guscio, semi, frutta secca eventualmente ricoperte.

1.e) cereali per la prima colazione

corn flakes, muesli e cereali croccanti, fiocchi, crusca, cereali soffiati o estrusi

In pratica sono stati tagliati i due estremi: da una parte tutto quello che è “elaborato” (impanato, precotto ecc) e dall’altra sono state eliminate le farine monoingredienti.

E proprio questo ultimo punto sembra in contraddizione con i criteri del Decreto di agosto: se è vero che i celiaci possono e dovrebbero evitare carboidrati elaborati, perchè togliere le farine monoingredienti che sono basiche per realizzare molte preparazioni e sono il primo naturale sostituto della farina di grano?

Ma cosa è successo al Registro effettivamente?

Adesso la situazione è questa:

Il Registro, istituito ai sensi dell’art.7 del DM 8 giugno 2001 come modificato con DM 17 maggio 2016, è articolato in 3 sezioni, ciascuna per prodotto e per impresa, ed è aggiornato mensilmente.

A partire dall’aggiornamento di ottobre 2018, per eliminare prodotti notificati in passato e non più in commercio, vengono pubblicati in via transitoria due registri per ciascuna sezione:

  • il “Registro nazionale” con i prodotti notificati dal 2015, compresi quelli notificati dal 2 luglio 2018 con la procedura online;
  • il “Registro transitorio”, con tutti i prodotti notificati fino al 1 luglio 2018 attraverso il precedente sistema. Tale registro sarà pubblicato fino al 30 giugno 2019, termine a partire dal quale saranno considerati in commercio solo i prodotti confluiti nel “Registro nazionale” indicato al punto 1).

E i due Registri li potete trovare in questo link cliccando successivamente alla voce ASG:

http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=3667&area=Alimenti%20particolari%20e%20integratori&menu=registri

logo prodotto senza glutine erogabile

Potrebbe essere tutto chiaro, ma così non è.

Ad esempio se consideriamo le barrette di cereali non si capisce perchè qualcuna è amcora nel Registro e altre no, ad esempio. Il Registro va rivisto e molto.

Questo ovviamente ha conseguenze su:

  • Celiaci:  che devono capire cosa poter acquistare con i buoni. Considerando che per intere categorie di prodotto il riferimento unico e oggettivo per la selezione dei prodotto da parte dei celiaci è proprio il Registo, questa situazione crea non solo confusione, ma anche insicurezza.
  • aziende, che devono rivedere la loro offerta e la strategia dei prodotti
  • distribuzione, che ha scorte di prodotti che non sono più erogabili e deve adattare tutti i sistemi di software che comunicano con ASL o Regioni per gestire tutto il processo di rimborsabilità.

A complicare il quadro ci sono le Regioni, perchè in molti casi alcuni prodotti in alcune regioni sono erogabili.

Ad esempio la Regione Veneto e la Regione Puglia hanno disposto che al fine di consentire lo smaltimento delle eventuali giacenze, si possa continuare, fino al 24 gennaio 2019 per il Veneto e fino al 31 dicembre 2018 per la Puglia, ad erogare anche i prodotti precedentemente previsti a carico del Ssn.

Infatti le Regioni hanno un periodo di tre mesi dalla data di aggiornamento del Registro Nazionale da parte del Ministero della Salute, per provvedere ad adeguare le modalità di erogazione degli alimenti senza glutine conformemente a quanto previsto dal citato decreto.

Se poi inseriamo anche tutto il processo di dematerializzazione dei buoni e nuovi strumenti informatici per la gestone degli stessi, possiamo proprio affermare che nel settore c’è molto fermento.

fonti:

Ministero della Sanità

Federfarma

AIC

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