Oggi conosciamo: Natalia Cattelani

foto natalia gianclaudio

 

Natalia Cattelani ha il volto sorridente e lo sguardo positivo di chi vive con allegria tra bambini e ragazzi, regalando consigli, ricette ed esperienze,  per quello che, forse, è l’atto di amore più grande che si possa fare: cucinare per i nostri figli.
Natalia insegna come appassionare alle verdure e ai cereali i giovani palati più reticenti attraverso la sua divertente apparizione nella trasmissione televisiva La prova del cuoco su RAI 1, il suo blog tempo di cottura e i suoi bellissimi libri: Ricette per gioco (Artioli editore),
Bambini in festa (Gribaudo), Tutti in cucina (Piano piano books Bakery).
Attentissima alle intolleranze alimentari e alle caratteristiche nutrizionali delle sue proposte, è una nostra grande amica gluten free.
GFT&L: Abbiamo una domanda di rito per tutti i nostri intervistati: Chi è Natalia Catellani?

NC: Sono una mamma che sorride, sì, mi ritrovo in questo. Penso che la vita vada presa con un sorriso.

Sono una signora con la passione per la cucina da sempre, sin da quando ero molto piccola.
GFT&L: Come hai trasformato la tua passione in un lavoro?

È successo per caso. Ho iniziato a lavorare dopo al terza e la quarta figlia. Sono quindi controcorrente, ho trovato una collocazione nel mondo del lavoro nell’età più difficile e con una famiglia, quindi sono un esempio che dimostra che non bisogna perdere le speranze.

Sono laureata in giurisprudenza, ma non ho mai usato la mia laurea, dopo sposata mi sono trasferita a Roma con mio marito, ho fatto la mamma delle prime due figlie. Nel frattempo ho frequentato corsi di cucina e mi sono specializzata, anche come sommelier.

Quando le prime bambine erano più grandicelle ho iniziato a dare corsi di cucina con un’amica, facevamo lezioni private e altro.

Con l’arrivo della quarta figlia,  l’impegno  dei corsi era diventato molto gravoso, in termini di tempi e orari, quindi ho abbandonato l’attività didattica nel  2007 aprendo il mio blog, Tempo di cottura, che è nato per farmi conoscere,  e con l’obiettivo finale di scrivere un libro e pubblicarlo. Ho usato il blog come biglietto da visita, per trasmettere quello che sapevo. Sono state tra le prime blogger italiane, che erano e sono un po’ diverse dalla nuova generazione di ragazze che sono entrate nel mondo dei foodblog e che sono molto più legate all’immagine e alle relazioni con le aziende.

Qualche anno fa lo staff della Prova del Cuoco cercava una mamma che cucinasse con i bambini, hanno visto il mio blog,  quello che proponevo, e, dopo aver fatto delle audizioni, mi hanno scelta .

Devo dire che ho sempre creduto in quello che facevo, penso che essere convinti e credere in quello che si fa, sia fondamentale per riuscire.

Con la Prova del Cuoco ci sono stati alti e bassi e adesso direi che sono una presenza fissa.
GFT&L : Sei di Sassuolo, nel cuore della grande tradizione gastronomica emiliana. Quale influenza ha avuto la tradizione nella tua attività?

NC: Un’ influenza enorme. Vengo da una famiglia contadina, sia da parte di padre che di madre. Famiglie enormi, con 8/9 figli, a tavola si era 20/30 e le donne cucinavano. Quella che mi ha insegnato di più è stata mia nonna materna e poi mia mamma che ha avuto l’intelligenza di lasciarmi sperimentare in cucina senza limiti, tipo non sporcare, stai attenta … Sono stata molto fortunata in questo.

Nella mia famiglia tutti cucinano, e mia madre si è evoluta, ha cercato di alleggerire i piatti della tradizione emiliana, limitando l’uso esagerato di burro e strutto e introducendo l’olio d’oliva.

Questa è la mia base.
GFT&L : Perché ti sei specializzata in bambini e ragazzi ?

NC: Per trasferire la mia esperienza personale. Questa passione per la cucina io la travasavo in famiglia, nel fare da mangiare alle mie figlie, organizzare tutti i compleanni, le festicciole, gli eventi con i parenti e amici.

Quando sono arrivate le altre due bimbe a 10 anni di distanza dalle prime, mi sono accorta che avevo accumulato una bella esperienza e sapevo come reagiscono i bambini davanti al cibo nelle varie fasi della crescita, quindi ho pensato di condividere la mia esperienza con altre mamme che magari non hanno tanto tempo per cucinare o non amano particolarmente farlo, ma sono interessate all’alimentazione dei loro figli.

GFTL&L: Secondo te i bambini italiani mangiano bene e sano o, come in altri paesi occidentali esiste una tendenza a mangiare il cosiddetto junk food, cibo spazzatura?

NC: A me sembra che le cose stanno migliorando. Certo ho una visione parziale, la mia esperienza si riferisce solo a quanto succede a Roma, ma vedo giovani mamme attente che conoscono l’importanza delle frutta e della verdura e di un’alimentazione equilibrata.

Le statistiche ci dicono che l’obesità infantile è presente soprattutto al sud, per una questione culturale, in cui esiste un atteggiamento protettivo di super alimentazione verso i figli. Una mamma del sud difficilmente accetta che un figlio non mangi o mangi poco, quando si sa che se un bambino sano  salta un pasto non succede nulla.

Io non sono totalmente contraria al cosiddetto junk food perché credo che vietare e demonizzare sia peggio. Ovviamente non deve essere una regola ricorrere a quel tipo di cibo, ma cadere nel contrario e proibirlo può generare una reazione opposta nei ragazzi, i quali prima o poi usciranno da soli e dovranno scegliere.

Se hanno sperimentato tutta una serie di sapori in casa, la catena di fast food la scelgono solo per socializzare, per stare in un ambiente informale e divertente . Le mie figlie quando vanno in quei posti alla fine scelgono solo un panino con il minor numero di condimenti.

GFT&L: Che consigli daresti alle mamme per far mangiare ai bambini le odiate verdure?

NC: La regola è far provare tutto da subito e poi ogni tanto riproporre: i gusti cambiano, quello che piaceva prima, magari non piace più dopo e viceversa. Quindi proporre e far assaggiare, sempre.

Non è necessario insistere e obbligare, ma non mollare mai e riproporre sempre.

Poi noi dobbiamo dare l’esempio, siano noi genitori per primi che dobbiamo mangiare frutta e verdura, dobbiamo fare noi lo snack con una carota o un sedano ad esempio e magari li invogliamo a sgranocchiarli.  .

 GFT&L: Quali alimenti o quali piatti sono indispensabili secondo te in un menù per bambini e ragazzi?

Mio marito è un medico nutrizionista, quindi siamo molto sensibili agli equilibri nutrizionali in casa.

Noi mangiamo pochissima carne, un paio di volte al mese, moltissima frutta e verdura, legumi e cereali.

Adesso ci stiamo abituando ai cereali integrali, a questo nuovo sapore che può essere veramente buono e gustoso. Questa estate abbiamo mangiato tantissimo riso integrale e farro che preparati tipo insalata sono buonissimi.

 GFT&L: Tu sei un volto televisivo noto, in un programma pioniere dei programmi di cucina, che ne pensi di tutto questo cibo mostrato, visto, fotografato: migliora la nostra capacità di mangiare bene e sano, la nostra cultura alimentare o no?

NC: Secondo me sì. Alla fine tutto contribuisce a migliorare la consapevolezza di come e cosa mangiano. In Italia esiste una grande cultura gastronomica, ma tante cose si stanno scoprendo adesso, ad esempio nella tradizione italiana esiste il pesce crudo e adesso sappiamo che bisogna stare attenti e consultare se è stato abbattuto per evitare l’anisakis.

Poi bisogna pensare che in questo modo le informazioni arrivano anche in posti isolati, non tutti hanno scuole di cucina vicina o possono frequentarne una.

Certo adesso nel caso dei foodblog ce ne sono tanti belli esteticamente, ma che a livello di tecniche e contenuti lasciano a desiderare, ma sicuramente con il tempo gli autori miglioreranno anche la parte dei contenuti. Poi in definitiva è il pubblico a scegliere e a cogliere le differenze.

La prova del cuoco è un programma di intrattenimento e si fa informazione, ma con un’ora e mezza a disposizione bisogna che ci sia una dinamica da show, altrimenti diventa noioso per lo spettatore e il diktat è quello di fare ricette facili, veloci immediate.

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 GFT&L: Hai 4 figlie in età diverse, un lavoro impegnativo e la domanda è come fai a organizzarti per fare tutto?

NC: Accentando che non si può fare tutto. Definisco delle priorità e poi lavoro a ridosso dei progetti, ho imparato a non avvantaggiarmi e a non pianificare troppo.

Si divide il tempo in base a quello che bisogna fare, e comunque qualcosa sfugge sempre.

Io ho quattro figlie, ma non penso che sia più oneroso di altre situazioni, magari chi ha un solo figlio si riempie di attività  e  alla fine la mancanza di tempo è la stessa.

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GFTL&L: Ti è capitato qualche ospite celiaco? Se si che cosa gli hai cucinato?

Mi è capitato di invitare delle amiche celiache delle mie figlie ai compleanni e generalmente faccio un piccolo angolo senza glutine. In questo caso, dato che non tutto è preparato gluten free, ci sono procedimenti  che non gestisco alla perfezione quindi  preferisco comprare prodotti già pronti per evitare i rischi di contaminazione, e cerco di stare molto attenta che non avvenga  casualmente una volta servito il prodotto.

GFT&L: Cosa consiglieresti da non celiaca per un menù facile gluten free da suggerire ai nostri lettori, in modo che possano a loro volta suggerirlo ai loro amici e parenti?

NC: Questa estate ho avuto ospite un’amica celiaca con figlio celiaco e ho preparato una cena buonissima, che tutti abbiamo apprezzato veramente tanto. Ed era gluten free per tutti: riso ai quattro pomodori, tagliata di carne e una crema di tiramisù in coppetta.

GFT&L: Ci regali una ricetta gluten Free?

NC: Certo! Ne ho selezionate tre!

Grazie Natalia, del tuo sorriso e della tua cordialità e a presto !

 

Bocconcini di riso alla pizzaiola (cliccare la foto per vedere la ricetta)

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Gnocchi di patate ripassati in padella  con insalata di verdure 

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Ingredienti

  • 500g di gnocchi di patate (senza farina ma solo patate amido di mais e farina di riso certificati)
  • 60/80g di salame piccante (anche normale purché senza glutine)
  • 200g di fagiolini
  • 8/10 pomodorini
  • un bocconcino di mozzarella
  • basilico

Istruzioni

Lessate i fagiolini dopo averli lavati e spuntati.

Tagliate a fettine il salame.

In una padella capiente versate un po’ di olio e scaldate. Aggiungete gli gnocchi di patate e fateli rosolare muovendo di tanto in tanto.

Non appena inizieranno a prendere colore aggiungete anche le fettine di salame e fate insaporire.

Componete il piatto da portata mescolando gli gnocchi fritti con i fagiolini, i pomodorini tagliati a metà, il bocconcino di mozzarella stracciata con le mani. Condite con olio sale e basilico.

 

Funghi ripieni di buono (cliccare sulla foto per leggere la ricetta)

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