Oggi conosciamo Maria Elena Curzio, leader delle cuoche a domicilio

maria elena curzio

 

Maria Elena Curzio è un’elegante signora napoletana,  presidente di una particolarissima associazione: Associazione Nazionale cuoche a domicilioChi è che cosa fa ce lo facciamo raccontare direttamente da lei.

GFTL: Domanda di rito: Chi è Maria Elena Curzio?

Sono laureata in Economia, per tanti anni sono stata responsabile amministrativa, ho sempre avuto la passione per la cucina, infatti quando mi sono sposata, ho portato con me il quaderno di ricette di mia nonna Iolanda con il quale ho iniziato a cucinare.

Fino a quando a 38 anni, mi hanno diagnosticato  un tumore al seno, che non mi dava speranza, Non so cosa mi sia scattato nella mia mente  nel tragitto per casa, ho pensato di cambiare la mia vita e di fare ciò che era la mia passione cucinare , allontanando il pensiero della morte .Per fortuna tutto è andato bene, ma io sono diventata una Cuoca a domicilio e vivo per il mio Mestiere, mi piace chiamarlo così

 

GFTL: Quando è come ti sei appassionata di cucina?

Quando mi sono sposata non sapevo nulla di cucina, come una magia appena ho ritrovato il quaderno di mia nonna, ho risentito la sua voce che mi parlava di gusto, ho rivisto le sue mani sulle mie, il profumo della pastiera cotta di notte mentre dormivamo ed ho capito che la mia strada era la cucina

 

GFTL: Quale è la tua formazione come cuoca?

Ero troppo in là con gli anni per andare ad una scuola, ed i corsi di cucina mi sembravano troppo poco per me, io volevo il meglio allora ho scritto ad un giovane, allora, emergente chef Gennaro Esposito, tempestandolo di messaggi, mail , alla mia lettera scritta a mano, mi rispose e due mesi dopo ero nella sua cucina della Torre del saracino a Vico Equenze, per imparare la fatica, il rispetto degli ingredienti, la pazienza, un’esperienza che mi ha cambiato la vita, perchè io non avevo la tecnica, ma come diceva lui, io cucinavo di pancia.Da lì tante altre esperienze con Pietro D’agostino, Pino Maggire e tanti altri, perchè cercavo di imparare e mi proponevo, sempre in modo gratuito, la gavetta è tutto

 

GFTL: Che cosa è l’Associazione nazionale cuoche a domicilio?

Ho voluto riprendere l’eredità dei Monsù, che insegnavano ai cuochi di corte di colture e culture, di viaggi e di spezie, questa eredità loro l’hanno lasciata alle donne, cosa che in pochissimi libri viene scritto, che insegnavano alle cuoche delle case borghesi, patti importanti e l’arte del ricevere.Io volevo fare questo ,raccontare le tradizioni, le colture, le storie dei prodotti, che altrimenti si sarebbero perse, questo fa l’associazione, creando eventi, e stando al fianco dei piccoli produttori di eccellenza

GFTL: Perché è nata l’Associazione, quali erano le principali esigenze che avete sentito?

Nasce, perchè ho pensato che c’era bisogno di educare al gusto i clienti che fossero andati dai cuochi stellati, e nel confort della propria casa potevamo con calma fare un viaggio di gusto nel territorio, alla scoperta di sapori e tramandando le tradizioni.

Per dare forza e professionalità a quelle donne che volevano rimettersi in gioco, creando un mestiere con la loro passione e che da sole non avrebbero mai osato.

In pochi mesi ho contattato migliaia di cuoche su internet, le più folle mi hanno seguito, non conoscendomi alla Festa a Vico, dove nel 2011 Gennaro Esposito ha battezzato l’Associazione nazionale Cuoche a Domicilio, facendoci cucinare il pranzo dopo la conferenza stampa.

 

assocuoche

GFTL: Come è organizzata l’Associazione?

Abbiamo un consiglio direttivo, le socie sono nelle varie regioni italiane, e svolgono autonomamente il loro lavoro di cuoche a domicilio, con il certificato dell’hccp, e ci riuniamo in occasioni di eventi creati da noi o da produttori, in manifestazioni o altro cerciamo di sentirci, spronarci ed incontrarci appena possiamo

GFTL: Chi sono le socie, che profilo professionale hanno?

Le socie sono donne che hanno una grande conoscenza delle ricette della loro tradizione, che hanno seguito ed organizzano, corsi di cucina, e che hanno la voglia di crearsi un mestiere autonomo, conciliandolo con  gli impegni della famiglia. Sono donne che spesso, hanno perso il lavoro e vogliono reinventarselo, ma questo è un lavoro anche e soprattutto per donne giovani, intraprendenti, che non possono e non vogliono la responsabilità di un ristorante e vogliono essere le menestrelle delle tradizioni, studiando e specializzndosi.

 

GFTL: Che formazione professionale hanno le cuoche a domicilio?

L’associazione riunisce le cuoche non professioniste, ma professionali.Per essere una cuoca a domicilio si deve avere il certificato HCCP, aver seguito dei corsi documentati, avere una ottia cultura della storia e della tradizione gastronomica della regione.

Inoltre l’Associazione organizza Il Corso Ufficiale per diventare Cuoca a domicilio, che l’anno scorso si è svolto a Roma, ma che si è ampliato e specializzato e presto ne comunicheremo la data e la sede.

Corso che ho creato io, dalla mia esperienza e che si avvale della collaborazione di una esperta di marketing,e  di una nutrizionista

GFTL: Come si diventa cuoca a domicilio?

Per diventare Cuoca a domicilio, si deve inviare la domanda che si trova sul nostro sito www.assocuoche.it, seguire il corso, avere il certificato Hccp

GFTL: Come si svolge il lavoro di una cuoca a domicilio?

La cuoca che conosce la cliente propone i suoi menù alla padrona di casa, ascoltanto le esigenze, le intolleranze ed il tipo di atmosfera che si vuole creare, una cena formale, un buffet, una cena tra amici, una comunione, un pranzo aziendale.Si fa il sopralluogo nella cucina, la cuoca fa la spesa ,dai propri fornitori di fiducia e poi il giorno dell’evento ci si reca a casa, qualche ora prima per preparare tutto, si Serve, a tavola o al buffet, aiutati da camerieri, in base al numero delle persone, ed alla fine della cena torna tutto nella borsa di Mary poppins ,si lascia la cucina c e la padrona di casa si è goduta i suoi ospiti a cui si è potuta dedicare,senza faticare in cucina

GFTL: Avete casi o clienti per cui avete dovuto gestire intolleranze alimentari o allergie?

Moltissime volte abbiamo richieste di ospiti con intolleranze, e per questo lavoriamo per rendere il menù unico, senza differenze, per questo studiamo e ci informiamo con i nostri esperti nutrizionisti, e seguendo rigide indicazioni per le stoviglie, i prodotti da acquistare, evitando la contaminazione dei cibi, cucinando ad esempio tutto senza glutine, con stoviglie ad hoc, eccetera.

GFTL: Come vi aggiornate e vi informate, soprattutto su queste esigenze specifiche come il senza glutine, le allergie e le altre intolleranze?

Ci informiamo con gli specialisti del settore, ogni volta che creaimo i menù e che affrontiamo intolleranze diverse. Vorrei che ci fosse un corso dove l’associazione potesse partecipare ed avere una certificazione

GFTL: Quali sono le richieste più strane e originali che hai avuto dai tuoi clienti?

Strano era cucinare ,ed insegnare a cucinare, agli stranieri, in ville di lusso a Taormina, non sapendo l’inglese, ma vedendo che il linguaggio del gusto, i gesti ed il mio inglese maccheronico veniva capito ,apprezzato , perchè prendevano appunti e spesso mi hanno chiesto di raggiungerli nel loro paese per insegnare la vera cucina italiana, dove l’ingrediente era il centro del piatto, e la passione.

GFTL: Che suggerimenti daresti a chi volesse diventare cuoca a domicilio?

Di studiare molto la tradizione gastronomica della sua regione, di essere umili nel non pensare che saper cucinare nella propria casa, voglia dire poter essere cuoca a domicilio, perchè e’ diventare imprenditrice e quindi essere una P.R., un magazziniere, un ufficio acquisti, ma soprattuto organizzative.

Di dare ascolto alla propria passione e sentirsi forti in un gruppo che può sostenere, insegnare, e spronare.

iMaria Elena Curzio

Grazie Maria Elena Curzio, grazie per questo esempio di coraggio, passone e amore per un mestiere nobile e antico che non deve essere sempre illuminato dai riflettori delle telecamere.

Maria Elena è anche autrice del libro “Una cuoca a domicilio”, LT Editore.

Post Comment